domenica 10 giugno 2018

-7 alla Skyrace Carnia


Domenica prossima,  a Laghetti, avra luogo l'11 skyrace Carnia che sarà anche campionato italiano master dy sky! E' la gara più importante per tanti di noi e per noi che corriamo sempre su questi sentieri ha qualcosa di speciale in più. Il percorso lungo 24.5 kilometri ha un dislivello positivo complessivo di 2004 metri e si svolge in posti incredibili, nonché sui sentieri della grande guerra. Oggi sono andato a fare un giro sul percorso e vi allego qualche foto per invogliarvi a partecipare!


 

A fianco della classicissima International SkyRace Carnia, nasce sullo stesso percorso, la 1ª Edizione della Staffetta Skyrace Carnia.
La Staffetta SkyRace Carnia sarà composta da due atleti/e che percorreranno lo stesso tracciato della SkyRace suddiviso in due frazioni.
La 1^ frazione da località Laghetti a Passo di Monte Croce Carnico della lunghezza di km 15,000 con un dislivello positivo di m 1.470;
La 2^ frazione da Passo di Monte Croce Carnico a località Laghetti della lunghezza di km 9,500 con un dislivello positivo di m 534. Io parteciperò a questa formula insieme al mio caro amico Francesco!


Vi invito tutti ad iscrivervi a una delle 2 formule, non sarete delusi perché questa é la più bella gara che io abbia mai fatto! Se vi iscrivete entro stasera avrete il vostro pettorale personalizzato con il vostro nome, correte sul sito http://skyracecarnia.it/ e per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi!


mercoledì 30 maggio 2018

Giro lungo in montagna, sognando ultra

Oggi niente lavoro, i bimbi sono a scuola e mia moglie al lavoro. Cosa potrei fare di bello? Nessun dubbio: un bel giro in montagna!


Così, mi sono alzato senza sveglia e mi sono preparato per un giro che da tempo volevo provare. Dopo aver fatto il pieno di acqua, vestiti e giacca, barrette e panino, una coca… eccomi pronto per partire. Non sono molto bravo a fare salite lunghe e proprio per questo ho deciso di mettermi alla prova: parto in su con una prima rampa con 1350 metri di dislivello da scalare, poi non ho una strada bene definita, ho diverse cime da poter fare e le gambe decideranno.


Le prime rampe della salita sono molto ripide ma vado con il mio passo e mi godo il bosco che mi circonda e la fatica si fa sentire meno, incontro un cervo ma non sono abbastanza rapido per scattare una bella foto, la foto ce l'ho io in testa, che meraviglia vederlo scappare via come se fosse in piano. 


Dopo 1 ora e 45 arrivo in cima alla Creta di Timau, a quota 2217 slm, non ho fatto fatica e sono davvero fiero di me. Dopo una pausa foto scendo giù fino a quota 1950 dove decido di salire sulla cima Avostanis, a quota 2193 slm,  passando sopra il lago con un passaggio molto suggestivo. Lassù faccio un'altra sosta per apprezzare il panorama e mangiare il mio buon panino, super! 



Scendo giù di nuovo e, arrivato a quota 1750, vedo un sentiero che parte sulla sinistra, sulla mappa vedo che porta al monte Scarniz dove non sono mai stato, le gambe stanno bene e così decido di proseguire. All'inizio di questa salita mi sono detto che forse era troppo e che guardare i video della Zegama Marathon mi aveva gasato un po' troppo ma non cambio idea. Salgo sul sentiero che sembra stato disegnato con un pennello sul fianco della montagna, un rapace mi gira intorno e tra una cosa e l'altra in neanche mezzora sono arrivato su a 2199 metri slm. 



Faccio la foto di rito e torno giù direzione malga Pramosio, dove mi bevo una buona birra e riempio le borraccia d'acqua, godendomi il panorama mozzafiato che offre il posto, poi riparto prendendo la strada forestale in direzione di Cleulis dove ho lasciato l'auto. 


In giù corro senza tirare ma sento che le gambe stanno ancora bene girando sui 4'45 al kilometro: che sensazione fantastica. Chiudo il mio giro con 27.87 kilometri al Garmin e 1885 metri di dislivello positivo fatti alla media di 6.3 kilometri orari, pause incluse.


E' un ritmo tranquillo, ma il piacere enorme trovato lassù e le sensazioni mi fanno sognare a qualche gara più lunga del solito. Sarà a forza di guardare l'ultra trail world tour in tv ma ho voglia di iscrivermi ad una gara che mi faccia sognare, che mi faccia crescere e qualche idea già ce l'ho. Sono più bravo a correre gare di mezzora ma voglio fare quello che mi sento di essere e mi sento trail runner.

Cosa dite voi, sarei capace di chiudere un 60-70 kilometri in montagna?

martedì 17 aprile 2018

Venice Night Trail 2018, una gara spettacolare


Sabato sera ero a  Venezia per la Venice Night Trail: una gara di 16 chilometri che si corre di notte tra le calle della città, attraversando posti incredibili e salendo 51 ponti. Voglio ringraziare la Pro Action che, regalandomi il pettorale, mi ha permesso di correre questa gara alla quale non avrei mai pensato di iscrivermi!



Sabato pomeriggio, appena uscito dal turno della mattina, parto in direzione di Venezia, assieme a 2 amici di Udine, Fernando ed Irene, che ringrazio per la super giornata. Arriviamo sul posto prima, per evitare un po' la folla e fare una passeggiata lungo i canali: la giornata è bellissima e ci godiamo un bel fine pomeriggio di relax prima di correre.





Un’ora di camminata e un toast dopo, ci prepariamo per la partenza data alle ore 21.00. Dopo un riscaldamento corto cerco di trovarmi un posto nella griglia ma impossibile entrare, è già tutto pieno e nessuno ci lascia passare. Troviamo un posto 20 metri dietro la linea e dietro a tantissima gente, ma va bene cosi, siamo qui per divertirci. La partenza viene data dopo un emozionante inno nazionale, cantato da tutti a squarciagola, un momento bellissimo prima di mollare i leoni, pronti a cavalcare nelle vie della città.



Il primo kilometro e mezzo è piano, senza ponti e abbastanza largo, parto in bomba e cerco di superare il massimo di persone per poter correre bene dopo. Passo il primo kilometro in 3'30 e sono già col cuore in gola, partire a freddo non è buono per me. Penso, comunque, di essere in una buona posizione perché mi ritrovo a correre con la prima donna, la fantastica e gentilissima campionessa mondiale di trail lungo: Silvia Rampazzo.



I ponti iniziano a vedersi e i posti attraversati in mezzo alla gente sono fantastici. Mi godo una Venezia diversa che mi piace molto, ad ogni curva non si sa cosa ci aspetta: un ponte, un canale affollato di turisti oppure una via strettissima dove già una persona fa fatica passare, davvero unico. I primi chilometri scorrono bene, ma già al kilometro 5 pago la mia partenza veloce e devo rallentare un po', bye bye Silvia e il super gruppetto che avevo con me.
Trovo il mio passo e riesco anche a riprendere 2-3 tipi fino al kilometro 12 dove mi viene un mal di pancia terribile avvicinandomi dalla piazza San Marco. Faccio 2 chilometri a ritmo lento, 4'44 e 4'46, ed approfitto della gente e della fortuna che ho di essere qui. Perdo 11 posti in questo momento... Fortunatamente ho gestito la crisi abbastanza bene e riesco a correre di nuovo sui 4 al kilometro fino al traguardo, così chiudo questo giro di Venezia in 1 ora 07 e 10 al 32° posto assoluto su più di 3000 persone. (1600 per la competitiva e uguale sulla non competitiva)


Direi non male per una gara non prevista! Anche il dopo gara non è stato male: 2 birre tra amici incoraggiando i runners che arrivavano al traguardo.
Se avete l'opportunità di venire a correre questa gara, secondo me merita davvero: il posto è unico, l'organizzazione perfetta, il percorso fantastico. Non pensavo sarebbe stata così bella. Ci vediamo nel 2019.



mercoledì 11 aprile 2018

Test Brooks Levitate.. infinite energy!!!


Con la nuova Brooks Levitate l'azienda di Seattle promette "Il massimo ritorno energetico delle scarpe da corsa con prestazioni leader, per i runner che cercano responsività ed elasticità."
Le Levitate sono uscite, ormai, da qualche mese ed è tempo di verificare questa affermazione. Ho provato queste scarpe, le ho torturate su percorsi vari, con la pioggia e il freddo, a ritmi lenti e su ripetute e sono pronto per dirvi quello che penso.


La scarpa

Con la Levitate, Brooks crea una scarpa molto diversa da quello a cui ci ha abituato, con un look affascinante che attira subito l'occhio, senza cuciture e molto moderna! Questo modello entra nella categoria delle scarpe massima ammortizzamento A3, con un peso di 318 grammi per la versione uomo e 275 grammi per le donne, siamo precisamente nella media di questa categoria.
Ma il punto di forza della Levitate sta nell'utilizzo della nuova tecnologia DNA AMP che promette un risiduo di energia di 72% in più durante la fase di spinta. Ed è proprio questa tecnologia che volevo testare per capire se veramente qualcosa cambiava dalle mie vecchie Ghost.


La prima sensazione

Quando si infila per la prima volta le Levitate quello che sorprende è la qualità della scarpa. Il piede è avvolto perfettamente e non è mai troppo stretto. Ai primi passi si sente subito un ritorno di energia maggiore di quello di una scarpa "normale", questa sensazione è molto piacevole e aiuta a sentirsi più leggeri durante la corsa.


E dopo?

Passata l'euforia dei primi kilometri e delle prime corse fatte con le Levitate, mi aspettavo di avere una perdita significativa di qualità del famoso ritorno di energia, ma niente. Utilizzo le Levitate in generale per fare allenamenti lunghi e a ritmi lenti-medi ma mi è successo di usarle anche per ripetute sui 200, fatte al ritmo di 3 al kilometro e la reattività che offrono per una scarpa A3 è davvero impressionante. La consiglio comunque piuttosto come scarpe per distanze dai 10 kilometri in su, possono essere utilizzate da tutti i runner senza problemi.
L'unico punto migliorabile secondo me è il grip su terreno bagnato che non da una sicurezza al 100%, ma resta una scarpa da strada e non è il punto più importante.


In conclusione

Con le Levitate, Brooks ha creato una scarpa davvero fantastica e anche se il prezzo di vendita è alto, penso che ne vale veramente la pena. Provatele, ne rimarrete molto soddisfatti!

venerdì 6 aprile 2018

Run in Paris: ma ballade touistique ;)


Per Pasqua, assieme a mia moglie, abbiamo deciso di portare i nostri 2 bimbi a visitare Parigi. Sono entrambi nati in Francia ma viviamo in Italia da quando sono piccolissimi e nessuno dei 2 era mai stato nella capitale francese. L'occasione si è presentata e l'abbiamo colta al volo. Il viaggio è andato alla grande e, anche per me, è stato bellissimo rivedere Parigi.


Da buon runner-blogger che sono ho approfittato per andare a fare un bel run turistico in mezzo alla città. Il terzo giorno di vacanza e dopo 2 giorni di astinenza con la corsa, mi sono alzato presto (ore 5.30) e sono uscito di casa senza fare rumore. Ho corso 18.3 kilometri nelle vie più belle della capitale ed è stato molto emozionante. Voglio condividere con voi il mio giro e spero che vi darà qualche idea per la prossima volta che andate in vacanza a Parigi!
Sono partito correndo lungo la Senna fino ad arrivare alla Tour Eiffel dove ho fatto una pausa ammirativa. Correre qui era facile, il posto e gli edifici riempivano gli occhi di bellezza e la fatica non si faceva sentire.
Poi, sono andato in direzione dell'Arc de Triomphe e ho preso l'avenue des Champs Elysées per tutta la sua lunghezza. Ho corso su una delle vie più famose e prestigiose al mondo, e sembrava quasi che fosse lì solo per me.

Ho attraversato il Jardin des Tuileries per arrivare al Louvre e poi prendere la famosa rue de Rivoli. A scriverlo mi vengono ancora i brividi. Ho poi terminato la mia corsa salendo sui tetti della citta' e girando per le vie popolari, bellissimo, guardate la mia traccia garmin e ditemi cosa ne pensate!


Mi sono divertito un sacco e penso sia un ottimo modo di visitare una città. Avevo fatto lo stesso a New York, Verona e anche a Lubiana, e posso dirvi che non è mai stato deludente. Avete già fatto una cosa del genere? Ve lo consiglio, provate e ditemi com'è andata!

sabato 31 marzo 2018

Allenamento marzo 2018: missione compiuta.


Dopo febbraio e le 21 ore di allenamento fatto vi avevo promesso di impegnarmi di più e che in marzo avrei fatto almeno 31 ore di allenamento, ovvero 1 ora al giorno. Missione compiuta! Mi sono allenato per 32 ore e 18 minuti, quindi più di 1 ora al giorno. 
Ho fatto la transizione tra sci e corsa e ho ripreso ad allenarmi seriamente in salita senza, però, mettere ancora tanta qualità. In tutto, ho fatto 8942 metri di dislivello e anche questo per me rappresenta un piccolo traguardo, questo mese ho salito l'Everest!!!

Vedete qui sotto come ho suddiviso i miei allenamenti:
  • corsa: 171 kilometri in 17 ore 25 e 5279 metri D+
  • bici: 110 kilometri in 5 ore 47
  • camminata: 19 kilometri in 3 ore 42
  • sci: 63 kilometri in 5 ore 22
Cosa dire, sono abbastanza fiero di me ma, soprattutto, guardando queste cifre, mi ricordo tutti i bei momenti passati in montagna solo o insieme ai miei amici e, questo, per me è la cosa più importante.
Adesso vediamo di cosa sarà fatto aprile, ma intanto mi prenderò 4 giorni di relax insieme alla mia famiglia a PARIGI!!! Che bello! Buona Pasqua a tutti e buon allenamento!

giovedì 29 marzo 2018

Test pantaloncino trail CSX - BV Sport



Con l'arrivo della primavera le gare di trail si moltiplicano e siamo tutti alla ricerca dell'outfit perfetto per correre in montagna. Con il test di oggi vi propongo un prodotto che si avvicina molto al mio  ideale: il pantaloncino CSX della marca francese BV Sport.

BV Sport, per chi non la conosce ancora, è una delle marche leader nel settore dell'abbigliamento sportivo a compressione. E' suo il famosissimo booster usato da tutti i runner del mondo, di cui ve ne ho già parlato qui! Ho deciso di presentarvi un altro prodotto di questa marca che ho stra usato e con il quale mi sono trovato benissimo: il pantaloncino CSX.


Descrizione

Il pantaloncino da trail CSX (selective compression xperience) è realizzato in mesh con rigidità variabile (morbida - semirigida - rigida). Questa compressione mirata rispetta l'anatomia e la fisiologia degli atleti, ottimizza la biomeccanica muscolare in movimento, migliora il ritorno venoso, limita le vibrazioni e le oscillazioni parassitarie, riduce il rischio di rigidità e DOMS, riduce inoltre la soglia di fatica. La fibra utilizzata (Fusion Quantum Energy) migliora lo scambio di calore, è anti UV, resistente, leggero e molte confortevole.


Questa è la promessa fatta dalla marca francese, ma è realmente mantenuta?

In pratica

Questo pantaloncino è davvero favoloso, quando l'ho infilato la prima volta mi è sembrato quasi di essere nudo. La compressione è più o meno intesa, secondo il muscolo e l'anatomia dello sportivo. Questa rigidità variabile è molto piacevole e non è mai troppo stretta, al contrario, potrei stare per ore con il pantaloncino addosso, come se fosse una seconda pelle.
L'ho usato per correre la mia prima maratona a Venezia,  quando ho fatto li mio personal best sulla mezza a Palmanova, per correre dei trail impegnativi o anche delle skyrace, ma anche per fare dei giri lunghi in montagna e, dopo 6 mesi, è ancora come nuovo!


La compressione è sempre identica alla prima volta e, per quanto riguarda la qualità di essa, devo dire che è ancora un punto forte del prodotto. Infatti, con l'esperienza della BV Sport, il prodotto offre una qualità di compressione che non ho mai visto con altre marche, anche se devo testarne ancora 1 o 2. Posso fare allenamenti traumatizzanti e non ho dolori il giorno dopo, impressionante, quasi magico!
Il pantaloncino CSX sarà sicuramente il mio compagno per l'obbiettivo che mi sono fissato per il 2018, ma non vi posso ancora svelare di cosa si tratta ;)

Dove comprarlo?

Potete comprare il CSX o il nuovissimo CXS pro sul sito ufficiale della marca qui al prezzo di 65,00 euro oppure sul sito della maxi sport qui.

Fatemi sapere come vi siete trovati!

lunedì 26 marzo 2018

La bici, la migliore amica del runner, 4 ragioni per adottarla!

Stamattina mi sveglio pieno di motivazione per fare un bel giro trail di 2-3 ore in montagna ma dopo le ore passate al lavoro con le scarpe anti infortunistiche ho male sotto ad un tallone e decido di non correre. Ripiego così sulla mountain bike e faccio 2 belle ore immerso nella natura, sotto un sole fantastico.

 

Mentre pedalavo pensavo a miei numerosi amici che fanno solo corsa e spesso si fanno male e devono stare fermi, così è nato questo articolo nella mia testa e lo sto scrivendo ancora con la tuta da ciclista. 

Perché la bici è la migliora amica del runner?

La corsa è uno sport dove il rischio di infortunio è abbastanza elevato. Infatti, ad ogni kilometro percorso, il podista fa tra i 700 e gli 800 passi, ogni passo esercita una pressione sul piede di 3 volte il suo peso corporeo. I problemi causati da una pratica intensiva sono numerosi.
Il ciclismo può diventare allora un’alternativa molto interessante per il corridore, che sia stradista o oppure trail runner, la bici ha tanti benefici da portare. È uno sport portato molto meno traumatizzante per il corpo, un sport di resistenza come la corsa, senza impatti.
Pratico il ciclismo 1 volta a settimana per quasi tutto l'anno e mi permette di evitare gli infortuni. Oggi vi spiego in 4 mosse perché dovreste anche voi aggiungere il ciclismo al vostro allenamento.




1. Per aumentare il vostro volume di allenamento

Grazie alla pratica riuscirete ad aumentare facilmente il vostro volume di allenamento settimanale, limitando il rischio di infortunarvi con l'aumentare del numero di impatti. Un’uscita in bici dura almeno 2 ore e lavora come la corsa il sistema cardio vascolare. È ideale per chi vuole aggiungere un lungo al proprio programma ma, anche, per chi vuole creare un pre fatica prima di un’uscita a piedi.

2. Per recuperare dopo una gara

Mi piace usare la bici per fare recupero attivo dopo una gara o un allenamento duro. È spesso meglio muoversi che stare al riposo totale e così riuscirete ad eliminare le tossine più velocemente. Per questo tipo di allenamento l'obbiettivo sarà di fare un’uscita soft di 1 ora- 1 ora e mezza cercando di girare le gambe in maniera agile (80-90 giri al minuto) e senza spingere sulle gambe.

3. Per sviluppare la vostra forza muscolare

Quando avrete fatto un po' di chilometri in bici vi accorgerete di avere muscoli nelle gambe che nella corsa utilizzate poco o, almeno, diversamente. In bici basta fare un po' di salite, sentieri oppure mettere una marcia più dura e vi rinforzerete le gambe in modo impressionante. Questa forza sarà molto utile per migliorare il vostro modo di correre, un runner più forte è un runner migliore!

4. Per divertirvi e rompere con la routine degli allenamenti

Correre, per quanto sia uno sport fantastico, è anche uno sport che fatica molto sia il fisico che la mente e può succedere ogni tanto di non avere voglia. Praticando un po’ di bici, vedrete nuovi paesaggi, nuovi luoghi ed avrete nuovi piaceri. E’, quindi, un eccellente modo di tenere alta la vostra motivazione.



Provatela: la bici è da sempre un buon alleato per il runner, ma ricordatevi di non esagerare, siete runners e la maggior parte del vostro allenamento dev’essere sempre fatto di corsa!

giovedì 15 marzo 2018

5 cose "da fare" e 5 "da non fare" durante una Ultra Trail

Ciao a tutti gli amici e amiche del Blog! Le giornate si stanno allungando e la primavera è alle porte, e con lei la stagione del Trail running e della corsa in montagna sta iniziando. Per questo volevo trattare il tema delle gare "lunghe", le cosiddette Ultra trail, gare di corsa su sentiero di oltre 42 km che ci permettono di vedere posti bellissimi ed a volte sperduti, viaggiare con il corpo e la mente e "stare sulle gambe" per molte ore e addirittura giorni. Nella mia breve, ma intensa partecipazione alle Ultra ho capito alcune cose basilari che possono essere di aiuto a chi si cimenta per le prime volte in gare del genere.


Vediamo allora insieme, 5 cose da fare e altrettante da non fare durante la gara.

5 cose da fare:

1. Alimentarsi ed idratarsi in modo continuo e corretto durante la prova in base alle proprie esigenze ed esperienze. Soprattutto senza fare esperimenti con alimenti o prodotti mai utilizzati. Quando il clima è molto caldo o molto freddo questo aspetto diventa maggiormente rilevante nella gestione delle forze.
2. Vestirsi in base al luogo e alla stagione in cui si corre, scegliendo nella vasta gamma di materiali tecnici in commercio i più idonei al tipo di gara. A volte il tempo cambia repentinamente e la temperatura gradevole può far sottovalutare un suo abbassamento durante lo svolgimento della gara: per questo è bene avere nello zaino uno strato termico in più, un antivento e il fondamentale telo termico di emergenza. Il freddo ed il caldo dopo molte ore di gara, complice la stanchezza, si percepiscono maggiormente.
3. Rispettare una tabella di marcia ideale alle proprie capacità e possibilità durante la gara ipotizzando un calo prestazionale che avviene generalmente nella seconda metà di gara a prescindere dal grado di allenamento.
4.Affrontare con serenità la gara e saper riconoscere i propri limiti.
Non si devono sottovalutare le crisi energetiche e i segnali che ci dà il nostro corpo, ricordando che si corre per divertirsi e stare bene con se stessi, non per farci del male!
5. Programmare accuratamente l'avvicinamento alla gara con allenamenti mirati e riposi congrui alla difficoltà e lunghezza del percorso. Le Ultra richiedono un grosso dispendio energetico e mentale, per questo arrivare impreparati o eccessivamente stanchi alla gara ci può compromettere lo svolgimento stesso della manifestazione.

5 cose da non fare:

1. Pensare negativo nei momenti di difficoltà, e non vivere bene la gara. Questo non ci fa apprezzare quello che ci sta attorno, la natura soprattutto, e lo sforzo dei volontari e organizzatori che ci permettono di fare queste bellissime esperienze. Importanti per scongiurare tale problema, sono le motivazioni che ci hanno fatto preparare e partecipare alla gara, gli sforzi per raggiungerla. e gli obbiettivi che sia finirla, affrontarla come allenamento oppure fare una buona prestazione cronometrica.

2. Utilizzare scarpe non adatte al trail running, oppure troppo usurate/danneggiate e non in grado di assicurarci un grip ideale ed una sicurezza negli appoggi più ostici. Ad esempio su discese tecniche o punti esposti, avere una scarpa di fiducia ci permette di correre più agevolmente ed evitare di farci male.
3. Non utilizzare un equipaggiamento eccessivamente minimalista e rispettare il regolamento di gara per quanto concerne il materiale obbligatorio da portare durante il tragitto. Meglio qualche grammo in più sulle spalle ma maggiore sicurezza per se stessi e per gli altri.
4. Non abbandonare i sentieri segnati e balisati dall'organizzazione di gara e rispettare il percorso. In caso di scarsa visibilità (nubi basse, nebbia, foschia..etc) un semplice errore può diventare pericoloso, al più se siamo stanchi ed in condizioni di freddo o caldo estremo.(NB. Importantissimo inoltre il rispetto dell'ambiente, evitando di gettare rifiuti, danneggiare e sporcare l'ambiente circostante).
5, Correre con infortuni pregressi, oppure in condizioni di salute precarie (influenza, febbre, problemi respiratori, problemi articolari). A volte, io stesso sottovaluto questo aspetto, e si vuole partire lo stesso, ma è importantissimo sapersi ascoltare e rispettare. Una gara lunga e provante come una Ultra Trail è di per sé già estremamente faticosa, quindi se non si sta molto bene il fattore stanchezza ed il rischio connesso si moltiplicano. Saper rinunciare è a volte difficile, ma è la scelta migliore. La montagna e la natura ci aspettano per la prossima gara, non scappano!

Articolo scritto da Bonati Enrico.

martedì 13 marzo 2018

La mia Kokos trail 2018

Come ogni anno, da quando ho ripreso lo sport nel 2012, ho ricominciato la mia stagione domenica scorsa con la Kokos trail. Ho ripreso la preparazione per questa stagione 2 mesi fa ed ho fatto molto sci di fondo e scialpinismo ma pochissima corsa, quindi la prendo come viene, penso solo a divertirmi e a vedere com’è la mia condizione.

Arrivo a Basovizza (Ts) in anticipo e ne approfitto per chiacchierare un po' con gli amici del team e per fare un buon riscaldamento, ma presto arrivano le ore 10 e in 600 ci lanciamo sul percorso di gara ideato dagli organizzatori: 16 kilometri con 650 metri di dislivello che quest'anno promettono tanto fango e anche un po' di neve.


Parto tra i 30 primi e decido di correre tutta la gara a sensazione. La partenza si fa ad un ritmo abbastanza lento e riesco a correre bene i primi 3 kilometri pianeggianti, posizionandomi intorno al 15° posto. Poi arriva la prima salita del monte Cocusso, neanche 2 kilometri a 13% di media in single track in mezzo alla nebbia e, nonostante, la fatica fatta mi godo questa salita con un’atmosfera fantastica.


In discesa riesco a cambiare subito ritmo e corro un kilometro in 3'32. Neanche il tempo di rifiatare che comincia la seconda salita, meno ripida ma più lunga che mi fa soffrire di più e perdo 3 posti nella parte finale dove mi viene mal di pancia.


Sono allora 18° assoluto. In questa discesa c’è tanto fango e, in neanche 2 minuti, ho ripreso il mio 15° posto. Vedo che vado meglio sulle parti da correre allora spingo e cerco di riprendere un po' di vantaggio sui miei inseguitori. Sullo sterrato faccio di nuovo 1 kilometro bene a 3'37 prima che riprenda a salire per l'ultima volta, 1 kilometro a 10% su strada forestale che corro in 6'20, ma sono cotto e di nuovo mi passano in 2, ma li tengo qui per la discesa finale.


Per fortuna quest'ultima discesa la conosco dagli anni passati ed è piuttosto tecnica e bagnata, riesco a correre forte e mi diverto come un matto ad indovinare le curve migliori nell’ultimo passaggio in sentiero, è troppo bello correre. Chiudo la mia fatica al 15° posto assoluto in 1 ora 22' 54, ogni anno miglioro, sono contentissimo. Posso dire adesso che il 2018 sarà ancora migliore del 2017, vedrete.




Ringrazio Stefano del negozio Track and Field per l'invito e la simpatia che mette ogni anno ad organizzare la gara, i volontari, tutti fantastici nonostante la pioggia, e gli amici per i bei momenti passati.